Sono Sonia Tranchina e vi racconto di me!

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L'atleta campionessa di Showdown, divenuta cieca nel 2012, ci parla di sé e dei suoi traguardi sportivi.

Ciao a tutti, mi chiamo Sonia Tranchina, ho 36 anni e abito a Milano. Sono diventata prima ipovedente, nel 1996, ma in seguito i miei occhi non mi hanno assistito più.

È stato molto difficile comprendere, ma grazie alle persone conosciute nel mondo di “Ciecolandia”, io le chiamo così, sono riuscita a stare meglio. Durante il corso di centralinista per non vedenti, ci è stato proposto di provare delle attività sportive, tra le quali c’era lo Showdown. Totalmente all'oscuro di questo sport, ma incuriosita, sono andata a provare, ma forse per paura di affrontare una nuova esperienza o forse perché non ero ancora pronta, lì per lì non mi ha appassionato.

Nel 2014, conoscendo altre persone e formatosi un bel gruppetto di amici che giocano tutti a Showdown, sono andata ad assistere ad un torneo internazionale, tenutosi a Milano, e proprio lì è scattata la molla e mi sono iscritta ad una squadra nel mese di ottobre. Quando ho iniziato, non pensavo minimamente di arrivare a certi livelli, in quanto non sapevo nemmeno tenere la paletta nelle mani.

L’allenatore molto paziente, mi incitava e si arrabbiava, specialmente quando affermavo che non ci sarei mai riuscita. Però mi spronava dicendomi che con il tempo avrei ottenuto dei risultati. Ci aveva visto lungo! Nel 2015, partecipo al mio primo torneo svoltosi a Bologna, torneo importante dove partecipano sempre tutti i giocatori d'Italia, dai più forti ai meno forti. Era la prima volta che svolgevo qualcosa da sola, avevo un turbinio di emozioni, imbarazzi, gioie, dolori, paure, scazzi. Moltissime persone tutte insieme, non le avevo mai viste.

Showdown

Foto: giocatrice di Showdown in azione 

Respiravo una nuova aria e tutte le emozioni, mi sono entrate dentro fin nelle viscere, facendomi comprendere che lo Showdown, sarebbe stato il mio sport. Da allora non ho più smesso di allenarmi e giocare. Per la cronaca mi sono classificata 15esima. Sempre nello stesso anno, si sono svolte le qualificazioni femminili per partecipare ai campionati italiani. Ero un po’ delusa, per non essere riuscita qualificarmi, ma quella delusione è durata un attimo.

Inizialmente mi allenavo un solo giorno a settimana, i giorni poi sono diventati due, oggi mi alleno ogni volta che posso, e attraverso questo profuso impegno ho portato a casa tante soddisfazioni e risultati impensabili prima. Infatti sono arrivata seconda al torneo di Napoli, terza al torneo di Olympic Beach, seconda al torneo di Cassino, prima alle qualifiche di Potenza e seconda l’Open di quest’anno. Grazie a questi risultati sono stata convocata per la Nazionale italiana. 

Attualmente mi sto preparando per il prossimo torneo, che si terrà a luglio in Lettonia. Per l’anno prossimo, mi sono posta degli obiettivi trai i quali: partecipare a più tornei internazionali possibili. Molta gente non lo considera uno sport ma un gioco, per quanto mi riguarda, lo Showdown ha tutti gli ingredienti per essere uno sport vero, praticato a livello agonistico. Negli intermezzi di tempo sto praticando atletica leggera in special modo la corsa e sto provando anche a fare della box.

Valter D'Angelillo


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