Laboratorio di scrittura creativa N°5

Scrittura
Tipografia

Questa volta parliamo di revisione, di editing, di tecniche di verifica: al termine della stesura, bisogna controllare ogni riga, aggiungere, togliere, sistemare, per dare il giusto ritmo.

Decidere il titolo è importante, perché costituisce la sintesi dell’opera. Tutti gli elementi della trama devono avere un senso. La trama può cambiare rispetto a quanto era stato ipotizzato all’inizio. Le intenzioni dei personaggi devono trasparire dalle azioni. Le unità di tempo e di luogo non devono presentare incongruenze. Ề bello migliorare la storia, dopo averla fatta riposare per un po’. Il lettore/ trice dovrebbe “sentire” le azioni, proprio come se si trovasse lì. Tutti gli elementi vanno presi in considerazione, che siano fra loro coerenti, curando in particolare l’incipit.  La vita e l’arte si inseguono: la prima è illogica; la seconda è razionale. Occorre tagliare senza pietà, salvando l’essenziale, curando i dettagli e le figure della retorica, controllando che forma e contenuto siano fra loro in equilibrio. Al contrario, può essere necessario arricchire. La revisione può diventare una bella esperienza creativa.

Sono vari i modi per imparare a scrivere: leggere molto; corsi di scrittura creativa; trovare il luogo e il tempo adatti e il silenzio; scrivere ogni giorno; fare traduzioni; osservare la realtà quotidiana con occhi diversi e attenti, circondarsi di strumenti e di oggetti che ci facciano sentire a nostro agio; volerlo fortemente. L’ispirazione può nascere dal “vissuto”, da un grande autore letto, da uno spunto casuale, da un’immagine, da una conversazione ascoltata, perfino da una “visione” o un sogno. Bisogna vincere la pigrizia, notare particolari e persone che al primo sguardo ci erano apparsi insignificanti. Una volta catturata l’ispirazione, bisogna trasferirla sulla pagina, parola per parola. Si scrive sulla carta o subito sul computer, però la versione da correggere è meglio che sia cartacea, da guardare con attenzione, a voce alta, notando la valenza multipla di ogni vocabolo, affermando la propria partecipazione al mondo.

Ci sono vari generi di scrittura, fra cui scegliere, magari provando, fino a trovare quello più adatto a noi. Ad esempio, il romanzo storico: oggi è fatto di contaminazioni. I dialoghi sono necessari. Si può scegliere la storia come pretesto oppure scegliere un periodo storico oppure calare in esso un personaggio d’invenzione. Nei riguardi della lingua bisogna mantenere una via di mezzo sensata. Mai scrivere “difficile”. Il passato è un modo per interpretare il presente; si resta sempre fra realtà e fantasia. Nell’intreccio c’è grande libertà. Ogni cinque- sei pagine è bene fare accadere un colpo di scena. Bisogna documentarsi seriamente. Ad esempio, se voglio parlare della polizia, sarebbe bene intervistare un poliziotto. Attenzione agli anacronismi (a meno che con essi si voglia giocare) e alla pedanteria! La fantasia va associata alla documentazione. Ề bene costruire un personaggio storico con un effetto di realtà: come mangiava, come si vestiva, eccetera, attraverso tutti i sensi. Meglio piccoli “assaggi” che monumentali narrazioni. La descrizione di ambienti, costumi e vita quotidiana, insieme all’uso di termini rari, ma non puristici, possono dare una coloritura d’epoca verosimile. Il romanzo storico richiede tempo, denaro, impegno, rigore. Parleremo di altri generi narrativi nelle prossime puntate.

S.G.L.

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