Quando il veleno è un salvavita

Salute
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Una ricerca dimostra come, il veleno di animali altamente pericolosi per l’uomo, possa salvare molte vite umane.

Siamo ai primordi nel comprendere e sfruttare la farmacia biologica, attraverso animali temuti dall'uomo come: serpenti, ragni, scorpioni, rane dall'apparenza innocua, lucertole, zecche, lumache. Infatti i loro veleni, hanno numerosi peptidi e tossine, che sono in grado di curare svariate malattie e patologie, malattie come il cancro e l’AIDS.

Basti pensare che il serpente a sonagli è tra le specie più velenose, il suo veleno può produrre un antidolorifico più potente della morfina, si produce la colla che viene usata per i punti usati nelle operazioni. Anche il veleno della vipera Jararaca, ha potenti capacità curative. I ricercatori hanno trovato nel suo veleno, un peptide in grado di abbassare la pressione sanguigna e alcune forme di insufficienza cardiaca.

Ragno

Foto: tarantola

I ragni sono molto più importanti per noi, più di quanto noi lo siamo per loro, infatti dal veleno di un ragno australiano, considerato l’artropode più velenoso al mondo, si potrebbe arrivare ad un farmaco che, in caso di ictus se somministrato entro otto ore, può limitare danni celebrali. Con il veleno di un altro aracnide, la tarantola rosa cilena, si sta studiando un trattamento per la distrofia di Duchenne.

Il veleno della tarantola, ha un posto in primo piano nella ricerca, in particolare gli studiosi sono interessati alla specie peruviana, che possiede un enzima che funge da antidolorifico. Addirittura il pericoloso ragno delle banane è studiato per una cura contro le disfunzioni erettili dell’uomo

Anche la lumaca ci viene in aiuto, infatti secerne un veleno che viene usato per la terapia del dolore. Il veleno di un tipo di formica presente in Amazzonia, ha la particolarità di scomporre grassi e lipidi. Con la saliva della zecca, si potrebbero salvare milioni di vite, poiché è in grado di contrastare i tumori del fegato, del pancreas e della pelle, distruggendo ed eliminando le masse neoplastiche, il suo rivestimento si sta studiando anche per curare Parkinson e Alzheimer.

Lumaca

Foto: lumaca 

Ma uno dei più interessanti è sicuramente lo scorpione della corteccia: questo piccolo artropode, fluorescente alla luce ultravioletta, sta cambiando il modo in cui si cura il cancro, utilizzando le proprietà del veleno, vengono identificate le masse tumorali del cervello che, grazie alla luce specifica, sono rese visibili aiutandoci così ad identificarle e rimuoverle facilmente.

Anche la raganella scimmia un anfibio velenoso, con il rivestimento ceroso che ha sulla pelle è considerato uno dei più forti antibiotici e anestetici naturali, infatti è molto più potente della morfina, senza il rischio di assuefazione. Infine non di poco conto, la lucertola Gila, con la sua saliva è risultata promettente per la cura del diabete di tipo 2.

Valter D'Angelillo

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